29 novembre 2008

.:. gALantUomInI .:.


Galantuomini, il nuovo film di Edoardo Winspeare, acclamato regista de "Il miracolo", è potente e insoddisfacente allo stesso tempo; è un melodramma noir, una storia d'amor impossibile tra una donna criminale a capo di una cosca della Sacra Corona Unita e un giudice borghese, di lei innamorato sin dall'infanzia. 
E' un film che scorre via, non riuscendo mai a decollare; che risulta efficace quando tratteggia l'ascesa criminale di una donna forte, ma poco convincente quando dipinge l'amore con un giudice dimesso e debole.

Mi sembra corretto che la scelta della protagonista sia caduta su Donatella Finocchiaro, una faccia che sa reggere bene il temperamento del personaggio che interpreta: una donna giovane ma di polso, che ha saputo conquistarsi il rispetto degli uomini su cui comanda. 
Bellissima prova anche quella di Beppe Fiorello, un tamarro nonché piccolo malavitoso senza cervello, che interpreta uno dei personaggi, a mio avviso, meglio riusciti del film.

Devo dire che questa pellicola non mi ha affascinato più di tanto. L’ho trovata un po’ banalotta nella storia e alquanto ruffiana nella realizzazione.
Un aspetto che ho apprezzato molto, invece, è stato lo sforzo fatto dai protagonisti non pugliesi di parlare il dialetto Salentino, soprattutto nella figura di Beppe Fiorello.
Trovo molto bella anche la fotografia, con in cui è possibile ammirare molte delle bellezze, che fanno del Salento la fantastica terra che è - ehm  ehm, si capisce che sono salentino?
Tutto il film è regolato dal ritmo della "pizzica", ormai una costante nei film di Winspeare.

Per maggiori info, qui il trailer del film, mentre qui potrete trovare la recensione di Mymovies.


3 commenti:

Andrea ha detto...

Devo dire che una volta tanto sono in linea di massima d'accordo con Ettore. C'è qualcosa nel film che non mi ha pienamente convinto, anche se ancora non ho ben capito cosa sia, però alla fine sono rimasto con un senso di vuoto, quasi di incompiuto.
Aspetti positivi sono certamente il cast e il modo in cui il film è stato recitato dai maggiori protagonisti; i posti incantevoli che costituiscono uno dei punti di forza del regista anglo-salentino e la musica, che seppur non sia stata la classica pizzica che ha fatto da colonna sonora a quasi tutti i precedenti film di Winspeare, ben si miscela con le immagini e le sensazioni,una musica etnica che ha collegato idealmente il salento col Montenegro, altra location del film.
La prossima volta però mi aspetto qualcosina in più.

Anonimo ha detto...

vane cujune.. ci no ha capitu ciueddi de lu filmu no è cà è curpa mia..
e. winspeare

LIvEinAFTeRHouRs ha detto...

stavo già festeggiando per l'innalzamento del livello dei commenti di questo blog, grazie alla signorilità dell'avvocato, quando il solito G.C. va a scadere come al solito nella più banale e volgare delle riflessioni.

e comunque si dice: "si nu hai capitu nenzi de lu film, mica è curpa mia"... così giusto per mettere i puntini sulla o - per le persone ignoranti vedere la parola "umlat".